Il quadro della Madonna di Modena

 

 

 

 

 

 

 

Nel 1974 il restauratore Dimitrios Vacalis così relazionò: dipinto in tavola mt. 1,53 x 1,03. Il dipinto presenta le caratteristiche di opera del XIV secolo. Resta valida la presenza di un sia pur larvato sottostante dipinto di epoca anteriore. Il supporto ligneo è composto da cinque tavole verticali. La struttura del dipinto è sostenuta da elementi sempre in legno orizzontali.

La preparazione è normale, cioè composta da gesso e colla animale. La superficie pittorica, una tempera grassa, presenta diverse lacune e grossolane ridipinture con interventi di più epoche.

Secondo lo stesso restauratore si tratterebbe di un Cristo Bizantino seduto in trono che porta sulla mano sinistra il Vangelo aperto e con la mano destra benedicente. Ciò conforta i sostenitori che vogliono questa immagine della Madonna ispirata alla spiritualità bizantina.

Il manto con cui è ricoperta richiama il simbolo della natura umana che racchiude quella divina (con riferimento a Cristo, vero Dio e vero Uomo).

Quanto al fiore retto nella mano sinistra, forse potrebbe trattarsi di una rosa selvatica; quasi cadente sul braccio del Bambino Gesù rappresenta il fiore dell’ immortalità.

La nudità del Bambino potrebbe richiamarsi allo svuotamento di cui parla Paolo nella Lettera ai Filippesi “(2,6-11)…Pur essendo di natura divina non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza a Dio ma spogliò sé stesso assumendo la condizione di servo…”.

La stella è simbolo della verginità.

La cintola richiama la devozione orientale alla “Sacra cintura”.